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I Veneti:

  progenitori dell'uomo europeo

27/12/07

 

Questo e’ il titolo tratto dal libro e il cui autore credo sia Eduardo Rubini.  Non l’ho letto ancora; ho letto solo la sua recensione.  Quello che perÒ mi ha spinto a scrivere quest’articolo e’ stato il medesimo che ho trovato sull’internet, ma in inglese. 

Il titolo del libro era: “VENETI, Father of the European nations[1].”  

PerciÒ ho deciso di scrivere qualcosa al riguardo. Solo ieri ho terminato di scrivere l’articolo in inglese.  Per chi volesse leggerlo, vi prego di cliccare qui sotto: RootsVeneti - http://www.sheddinglight.info/articles_roots_veneti.htm

Gli autori, Jožko Šavli, Matej Bor & Ivan Tomazic, del sopranominato libro sostengono con il dire che I Veneti sono la razza piu’ antica che sia mai esistita in Europa[2]. Non solo, ma essi, i Veneti, sono stati i progenitori di tutti i popoli vissuti [e di quelli esistenti tuttora] in Europa, come i Franki, i Germanici, gli Austriaci, gli Sloveni, i Polacchi ecc. 

Nel leggerlo questo, per prima ne dubitai della sua veridicita’, poi dopo avere consulato diverse altre fonti, ho cambiato idea.  Ecco qui uno stralcio del documento che voi stessi poi potrete consulare sull’internete: 

Origini

Predecessori di tutti i popoli dell'Europa Centrale  

A scuola generalmente si insegna - avvalendosi delle fonti classiche - che i Veneti sono gli abitanti del Veneto, genti preromane di cui non si sa molto. Fino alla seconda guerra mondiale i ricercatori europei non hanno dedicato loro la dovuta attenzione e solo in seguito gli studi sulla preistoria si soffermarono sulle testimonianze linguistiche (documenti epigrafici, toponomastica, onomastica) e sulle testimonianze archeologiche di questo antico popolo, il quale dopo la sua comparsa provocó una rivoluzione nello sviluppo dell'Europa; rivoluzione della cultura spirituale e materiale che non ha avuto pari in altri tempi, precedendo di molto le migrazioni dei Celti e dei Germani.
La ricerca archeologica ci fá sapere che le origini dei Veneti - intesi come popolo - risalgono al 1500-1100 a.C. circa e prendono forma nell'humus della Civiltá di Lusazia, nel territorio tra l'attuale Polonia e Germania orientale. Portatori della Civiltá dei Campi di Urne (cfr. G.Devoto, H.Krane e molti altri) penetrarono attraverso successive migrazioni in quasi tutte le parti del continente europeo ed in Asia Minore verso il 1200 a.C. circa. Essi sono, dunque, i predecessori di tutti i popoli dell'Europa Centrale, i quali in periodi diversi adottarono lingue diverse (di tipo germanico o neolatino), senza cambiare la propria fisionomia culturale e storica, ad esempio: l'organizzazione del villaggio, la religione, le tradizioni, ecc.
La lingua parlata dai Veneti antichi era il venetico, una lingua indoeuropea vicina alle lingue che oggi definiamo slave occidentali, sloveno compreso. I Veneti adriatici dopo un lungo ed equilibrato processo di compenetrazione con la lingua latina, parlano oggi una lingua neolatina, sorta circa all'inizio dell'IX secolo
[3]
.

Jožko Šavli 

Oppure leggete qui sotto:

Le origini dei Veneti antichi: nuove ipotesi da tre studiosi sloveni
In un testo, peraltro incredibilmente introvabile nelle nostre librerie,
si sostiene un'affascinante teoria.
di Ettore Beggiato Segretario Nazionale Veneti d'Europa

Mi trovavo, qualche tempo fa, a Trieste e uscendo da quello splendido caffè mitteleuropeo che si chiama «San Marco» sono capitato in una libreria slovena. La mia attenzione si posò su un volume con titolo sbalorditivo anche per un venetista convinto come il sottoscritto: «I veneti - Progenitori dell'uomo europeo». Gli autori sono tre storici e linguisti sloveni: Josko Savli, Matej Bor, Ivan Tomazic.
Avevo più volte sentito parlare di questo volume che ha suscitato un notevole interesse nel mondo slavo; interesse, per la verità e polemiche piuttosto vivaci. Gli autori infatti sostengono che gli sloveni non appartengono al gruppo degli slavi meridionali bensì a quella matrice che fa riferimento all'antico popolo dei veneti. 

[Quello sopra e’ solo un estratto dal ‘VENETO LIBARO’; per leggere il documento per intero clicca qui: http://www.beggiato.itgo.com/antiki.htm]. 

E qui mi soffermo un po. A questo punto il lettore italiano si chiedera’ perche’ mai dare tanta importanza a questo fatto dei Veneti antichi? 

Per chi non mi conosce, io sono un italiano che al presente vive in Australia, dal 1981.  Tuttavia io ero nato ad Adria (Ro), citta’ di non poca importanza e la qui fondazione risale verso gli anni 750 AC e cioe’ molto prima della fondazione di Roma. In altre parole io sono di origine veneta. Per cui per il fatto stesso d’essere veneto trovo che sia molto importante scoprire e altresi ribadire questo fatto storico dei Veneti antichi.   

Devo ammetere anche che quando ero un adolescente mi vergognavo delle mie origini venete.  La ragione era perche’ non mi riusciva a parlare un buon italiano. Durante i mie viaggi in Italia, quando incontravo altre gente di origine non veneta, non era di rado sentire da costoro osservazioni come: “Lei e’ veneto, non e’ vero? Lo si sente dal suo accento.” 

Questa osservazione venuta da parte di un estraneo/a non la ricevevo certamente come un complimento, ma piuttosto come un giudizio negativo. Per me quella era un offesa, perche’ il mio amor proprio ne veniva violato. 

Il fatto era che nella mia famiglia nessun mai parlava l’italiano. Altresi e’ vero che quasi nessuno ad Adria lo parlava.  Anche quando frequentavo la scuola l’italiano non lo si parlava quasi mai. Le rare volte che lo si parlava era con l’insegante d’italiano.  La lingua italiana la s’imparava come se fosse stata una seconda lingua e cioe’ una lingua straniera. In quei tempi, quasi tutti parlavano il dialetto.  

Quindi per le ragioni sopraddette, all’eta’ di diciotto anni smisi di parlare il dialetto veneto, anche in casa con i miei.  Questo cambio di attitudine da parte mia fu la causa di tensioni in famiglia.  I miei parenti, vicini o lontani, di tanto in tanto mi ricusavano di darmi delle arie. “Cosa credi di essere? Parla come ta’ mama ta’ caga’” mi dicevano. 

Oggi mi sono pentito di non potere parlare la mia lingua nativa. E’ vero che ho imparato altre lingue come, il francese, il malgascio e l’inglese, ma ho perduto l’abilita’ d’esprimermi con quella materna che e’ il mio dialetto veneto.  

Ma non e’ mai troppo tardi per rimparare la propria lingua, oppure per rimediare e riprendere cio che si e’ rimasto ‘morto’ per tanto tempo.

Con il fenomeno del ‘mondialismo[4]’ e del ‘multiculturalismo’, che e’ cosi tanto di moda oggidi, io faro’ di tutto per andare controcorrente. L’EU e’ un tipico esempio di volere amalgamare nazioni e culture al punto di distruggere quanto c’e di buono e sano in esse.   

Come disse Adam Weisshaupt - fondatore degli "Illuminati": 

«Sì, i Prìncipi e le Nazioni spariranno sulla terra; verrà questo tempo in cui gli uomini non avranno altro libro che quello della Natura. Questa Rivoluzione sarà l'opera delle Società segrete; e questo è uno dei nostri grandi misteri» 

Ma lascio qui, perche’  questo e’ un tema che riservero’ per la prossima volta. 

Maranatha'
 

[1] Vedi qui: http://www.veneto.org/history/venetic.htm

[2] Vedi qui per l’italiano: I Veneti antico popolo centro-europeo - http://www.europaveneta.org/areaculturale/venetiantichi/fontiletterariearcheologiche.html oppure in inglese: Veneti - First Builders of European Community - http://www.carantha.net/veneti___first_builders_of_european_community.htm 

[4] Vedi: Il Mondialismo di Maurizio Lattanzio  - http://avanguardia.altervista.org/mondialismo.htm

 

Contact: nadir@sheddinglight.info

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