Home
Up
My Books
About us
Articles
Articoli in italiano
Archives
Contact us
House for Sale
Links
Miscellaneous
Parables

- Articoli in Italiano -

(2)

La dottrina della guerra ai nemici d’Israele

5/7/2003 

Prefazione

Chi è stato a lanciarsi contro le due torri in New York, nel 9/11, Osama bin Laden, gli uomini di Saddam Hussein, i terroristi Al Qaeda, o i maomettani palestinesi? Queste e altre sono state le domande che molti si sono chiesti, senza tuttavia a venire con delle risposte sensate e basate veramente su fatti solidi. Leggendo questo scritto, forse, una risposta l’otterrete, non solo che soddisfa la curiosità, ma soprattutto che faccia giustizia alla verità.  

Cari lettori,

Quello che seguirà è la traduzione dall’inglese, dal documento dal titolo,  ‘Support Any Friend: Kennedy’s Middle East and the Making of the US-Israel Alliance’  [21 di Luglio, 2003]. Scritto dall’autore Patrick Deale.  

 In italiano: ‘Aiuta ogni Amico”:

Il Medio Oriente di Kennedy e la creazione dell’Alleanza America-Israeliana. 

Questo documento mi ha colpito molto, perché ho capito che qui sta’ il nocciolo di tanti attuali problemi, tanto a livello politico che religioso. Come potrete notare dai miei precedenti scritti, il mio sforzo è diretto soprattutto sul problema giudaico [non ebraico, che è diverso] e chiarirlo sia sul piano storico sia sull’attuale. C’e’ troppa confusione e ignoranza su tutto quello che comporta il dilemma Giudaico, lo Sionismo, lo Stato d’Israele e la politica Americana nei confronti di questi.   

Documento Conciliare ‘Nostra Aetate.’

Questo documento era stato redato [dal padre Malachi Martin, il prete gesuita che poi lascio’ la Compagnia di Gesu’ negli anni ’70] durante il pontificato del Papa Paolo VI. ‘Nostra Aetate’ e’ la dichiarazione che discolpa il popolo giudeo dallo stigma di deicidio. Ora non è mia intenzione di scrivere un trattato teologico su questo tema. Desidero soltanto evidenziare alcuni fatti e dimostrare la correlazione tra Israele con il resto del mondo, specialmente con la Chiesa Cattolica postconciliare.  

Leggendo la traduzione che seguirà voi capirete [almeno spero] quanto sia importante avere un’esatta conoscenza [cfr. 1 Timoteo 2: 4] dei fatti. Io ora mi chiedo se sia possibile applicare la dialettica Engeliana e cioe’, di tesi, antitesi e sintesi alla luce dei correnti avvenimenti nel mondo.

La tesi è [era] il Cristianesimo; l’antitesi è il marxismo/socialismo; e la sintesi, l’amalgama tra il multiculturalismo, l’ecumenismo e la religione New Age. Voi vi chiederete cosa ha a che fare Israele, Giudaismo e la Chiesa con questa dialettica. Ancora un po’ piu’ di pazienza e arriveremo al punto.  

Introduzione

Spero molto che questo scritto vi aiuterà a comprendere fatti, che né la stampa né la televisione vi comunicherà, perché classificati troppo “delicati” per un pubblico poco “raffinato”. Per facilitarvi la lettura ora di questa mia traduzione [ abbreviandola, se volete] delinero’ con un diverso colore [rosso] le parti salienti dei numerosi passaggi del documento.   

In piu’ cercherò, nei limiti del mio possibile, ora di descrivere in breve il fenomeno giudaico odierno con la parola, l’ Inganno storico. Dalla fine della guerra in poi, la media: la stampa, il cinema, la TV, e specialmente il sistema scolastico statale, non ha mai smesso di bombardare il pubblico con la storia dell’Olocausto Ebraico, dei sei milioni d’ebrei gassati dai nazisti tedeschi nei campi di concentrazione. Questa storia ha creato il vittimismo del popolo giudaico, il quale a sua volta si è poi trasformato nell’attuale mito: la ‘persecuzione degli ebrei da parte della Chiesa.’  E’ notevole che il 90% della popolazione mondiale è tuttora alla presa di quest’esagerazione storica tramandata dalla propaganda sionista. 

L’inganno di cui sto tentando di descrivere è che dove Gesu’ Cristo ha “fallito”, essi, i sionisti, ci sono riusciti in pieno – almeno fino ad oggi. Per olocausto, secondo la Scrittura, s’intende la vittima immolata a Dio per i peccati del suo popolo. Gesu’ Cristo, la perfetta vittima, e’ stato immolato sul calvario per la salvezza ti tutta l’umanità. I sionisti [non ebrei, poiché la maggior parte di loro sono Ashkenazi, originariamente di razza Turca, 700 AD] hanno escogitato la storia [vera solo in parte] dell’olocausto avvenuto durante il regime nazista di Hitler.  Per cui ora, loro [i sionisti] sono le “vere vittime” del nazismo o di tutto quello che è contrario alle loro vedute e schemi [agende] politici. Il fatto è che questo genere di vittimismo [inganno] storico si è generato oggi nello sfruttamento proprio delle masse, particolarmente degli Stati Uniti d’America [tre milioni di miliardi di dollari (three trilions) dal 1970 in qua, donati allo stato d’Israele], la Germania e d’altri paesi che hanno collaborato con il nazismo.  Per cui la “vittima”  non è che una falsa ragione usata per l’incremento dello stato d’Israele, che è, secondo la distorta filosofia sionistica, il loro solo vero “Messia”   

----------------------

[Inizio della traduzione] 

Molto si è parlato [e si parla] in Europa, in questi ultimi due mesi – nella stampa, negli uffici, durante cene bandite e festive nei ministeri delle relazioni estere – riguardo come gli Stati Uniti e l’Inghilterra sono stati ingannati a far guerra contro l’Iraq; or forse, per meglio dire, essi hanno ingannato il rimanente di noi nel farci credere che loro avevano buone ragioni nell’agire in questo modo. E’ ora ampiamente risaputa [e sospettato] che la guerra era una frode; ma chi l’ ha perpetrata e su chi?  Erano Bush e Blair corredati d’informazioni fabbricate, oppure essi deliberatamente, pur sapendolo, le hanno manipolate ed esagerate al punto di far apparire al mondo intero che la minaccia sarebbe venuta dall’Iraq cosi’ da giustificare un attacco? Tutti sono d’accordo nel pensare che Saddam Hussein era un mostro, pero l’invasione militare per destituirlo e’ vista da molti, certamente da questa parte dell’Atlantico, come illegittima non provocata, e un’ostentata violazione del Trattato dell’O.N.U. cosi creando uno sfortunato precedente nelle relazioni internazionali. D’ora innanzi, in questa legge della giungla, solo il piu’ forte ha ragione. 

2 – Diverse agenzie d’informazioni, comitati degli affari esteri del Parlamento Britannico e il Congresso Statunitense avevano incominciato ad indagare sul modo come [nel modus operandi?] le decisioni di andare alla guerra erano state prese – quando, perché e su quali basi. Tuttavia, si richiedeva uno sforzo sovraumano il penetrare l’oscura boscaglia tra le competitive burocrazie del governo, spie, esiliati, disertori e altre diramazioni di servizio di volontariato, gruppi [lobbyists] pro-Israele, editori di riviste, consiglieri speciali [gurus] e un assortimento d’ideologi che, in Washington almeno, le loro conoscenze e la loro parola hanno un peso enorme nella messa in opera della politica estera.  

3- Com’e’ incominciato tutto questo? Una parte importante della storia, sebbene non tutta, è lo speciale rapporto che esiste tra gli Stati Uniti e Israele. L’importante e tempestivo libro di Warren Bass, ‘Ogni Amico Aiuta,’ scritto con candore e fermamente basato su primarie fonti d’informazioni, ci conduce nella diplomazia del anni 1960s, e su quella, egli afferma, erano gli inizi dell’ odierna, straordinaria e intima alleanza tra i due paesi.  In effetti, e’ la storia di come Israele e i suoi amici Americani [sionisti] arrivarono ad esercitare una profonda influenza sulla politica americana verso gli Arabi e il mondo mussulmano. Bass crede che tutto abbia inizio    con JFK [John Kennedy]. E’ una tesi interessante e ben discussa; sebbene, secondo me, attualmente l’intesa, tra l’USA e Israele, comincio’ con LBJ, subito dopo l’assassinio di Kennedy [1963]. 

4- I Neoconservativi – un potente gruppo di potere al centro dell’amministrazione di Bush – volevano la guerra contro l’Iraq e la spinsero con gran determinazione, superando e intimorendo tutti coloro che urgevano il bisogno d’alleati per la legittimazione delle Nazioni Unite, oppure questi espressero dubbi, o avvisarono cautele, o ancora volevano far l’uso dello strumento dell’inveterata guerra fredda di limitazione e minaccia.  ‘La guerra si deve fare,’ dissero i neoconservativi, ‘contro la minaccia degli armamenti di Saddam Hussein, i quali,’ come Tony Blair si è sufficientemente affrettato a dichiarare nel suo tragicomico ruolo di, il “barboncino” di Bush, ‘ad un solo ordine potrebbero essere messi in funzione nel giro di meno di un ora.’ La sua retorica, dalla pelle d’oca, gli e’ adesso rimbalzata addosso perseguitandolo e meritandosi il titolo [nondimeno, (nel settimanale) The Economist]  “Primo Ministro Bliar,” che significa, il Ministro Bugiardo

 Da dove derivano le informazioni di questa sua [Tony Blair] rimarchevole dichiarazione?  Quanto attendibili erano le informazioni d’anteguerra che arrivarono a Bush e Blair? L’indice è ora puntato nella direzione dello speciale compartimento [cellula] del Pentagono, conosciuto come l’Ufficio dei Progetti Speciali, con a capo Abram Shulsky. L’ufficio fu creato dopo il 9/11 dai due piu’ ferventi neoconservativi, Paul Wolfowitz, Segretario Deputato della Difesa, e Douglas Faith, Sotto Segretario per la Politica della Difesa, sulle indagini del programma delle armi [WMD] di Saddam e i suoi legami con i Al Qeeda, perché, si sostiene, loro non si fidavano delle altre agenzie del governo USA nel riporto di informazioni. E’ stato suggerito che da questo compartimento speciale del Pentagono d’informazioni dipende molto sull’avvicendamento [o spostamento] della rete d’informatori degli esiliati di Ahmad Chalabi. Se la testimonianza, infatti, era falsa, probabilmente è proprio qui [in questo compartimento del Pentagono] dove si troverebbe il marchio di fabbrica.  

6 – [Per esempio] Ci sarebbe un modo di guardare alla meccanica delle decisioni prese a Washington; quello di vedere come queste due correnti, o direzioni, convergono insieme. Evidentemente, la prima e’ stato il prodotto dell’attacco terroristico dell’11 di settembre, 2001, il quale sconvolse e fatto arrabbiare l’America, e altresì disturbo’ il loro senso d’invulnerabilità; ma altre si rivolse nella “guerra totale” contro i propri nemici alla maniera sanguinaria e spettacolare di Hollywood.     

  Come si spiega la ragione della lentezza degli europei a comprendere il fisico e viscerale impatto di questi eventi che hanno avuto nella psiche americana, se non, diciamo, che gli europei hanno avuto una storia piu’ prolungata di guerre e di atti terroristici.  Ecco, immediatamente [vediamo che] il potere americano [per eccellenza] ha paura – paura del massacro terroristico; paura della proliferazione degli armamenti di distruzione di massa; paura degli “stati banditi” che potrebbero trasferire tali armamenti a degli individui erratici, elusivi, e fanatici, tali quali sono questi gruppi di terroristi, gli Al Qaeda; e abilitandoli ad attaccare forse ancora con maggior devastante effetto.  

7 – L’aggressiva Strategica Sicurezza Nazionale di Settembre 2002 sorse da queste paure.  Ora questa proclama che: riduzione e   minaccia [non sevono piu’ ma] sono morte e sepolte; gli Stati Uniti devono conseguire e mantenere una totale supremazia militare sopra tutte le possibili intimidazioni; gli “stati banditi” che tenteranno di acquistare armamenti dal massimo potenziale [WMDs] saranno trattati senza misericordia via prelazione e con mezzi di guerra anticipata. Con la “Dottrina di Bush,” gli Stati Uniti si assunsero il diritto di lanciare, a piacere, la loro forza oppressiva, in ogni tempo e in ogni luogo, invadendo paesi che ad essi non vanno a genio, detronizzare i loro regimi e trasformare gli ostili “dispotismi” in “amichevoli,” cioè filoamericane “democrazie.”  Questo era un programma di dominio mondiale, conseguito si, dalla percettibile minaccia all’America, ma anche da una moderna versione di un’ambizione imperiale.  

8 –La seconda, sovrapposta direzione [linea] – sovrapposta perché coinvolge molte delle stesse persone  - era piu’ strettamente concentrata su Israele nel suo conflitto con i Palestinesi e i vicini Arabi. I neoconservativi giudei di destra – e i piu’  prominenti neoconservativi sono giudei di destra – hanno la tendenza di d’essere dei zelanti filo-israeliani [pro-Israel] i quali credono che gli interessi dell’America e d’ Israele sono inseparabili (al punto d’allarmare i liberali, i pacifisti giudei, sia in America, sia in Europa o in Israele stesso).  Gli amici del Likud di Ariel Sharon, tendono ad odiare gli Arabi e i Mussulmani.  Per loro la causa della “liberazione” dell’Iraq ci aveva poco a che fare con il benessere degli Iracheni, cosi come la causa della “liberazione” dell’Iran e la finalizzazione del loro programma nucleare - difeso, nell’editoriale Wall Street Journal, da Shimon Peres– aveva ben poco a che fare con il benessere degli iraniani. Quello che essi desiderano è un miglioramento nelle forze armate Israeliane e un ambiente strategico.    

11 -La crisi dell’Iraq ha contribuito a divulgare i loro nomi e le loro  organizzazioni su tutti i giornali e settimanali: Wolfowitz and Feith, numero 2 e 3 del Pentagono; Richard Perle, ex presidente [chairman] e tuttora un influente membro del Comitato della Difesa Politica, qualche volta conosciuto come il padrino politico neoconservativo al quale un ombra di spuri finanziamenti rimangono sospesi; Elliott Abrams, piu’ anziano direttore degli affari nel Medio Oriente, presso il Concilio della Sicurezza Nazionale, con un controverso passato nell’America Latina e nell’affare dell’ Iran/contra; e i loro amici, parenti ed anime affine nel media, tale quale William Bristol e Robert Kagan del The Weekly Standard, e i numerosi filo israeliani  gruppo di cervelli [“think tanks”], tali quali come il Centro per la Sicurezza Politica di Franck Gaffney, l’Istituto dell’Impresa Americana, l’Istituto Giudaico per gli Affari della Sicurezza Nazionale, il Progetto per il Nuovo Centenario Americano, il Centro per la Politica del Medio Oriente presso l’Istituto di Hudson, l’Istituto Washington per la Politica del Vicino Oriente (originato dal AIPAC, il Comitato Americano per gli Affari Pubblici Israeliani) e molti altri. Com’e’ stato osservato dai diversi commentatori, il 9/11 provvede ai neoconservativi con un’unica occasione di utilizzare, [alcuni direbbero dirottare] la politica Americana nel Medio Oriente – e la sua potenza militare – nell’interesse [o agli utili] d’Israele, in altre parole nella riuscita a far sì che l’America applichi la dottrina della guerra preventiva verso i nemici d’Israele.     

11 – Questa linea si regge su un’ erronea, veramente premeditatamente tendenziosa, analisi dell’attacco che gli Stati Uniti avevano sofferto – non solo il colpo del 9/11, ma pure i numerosi richiami come le stragi delle due ambasciate americane nell’Africa orientale [East] e l’ attacco alla Cole USS nel porto di Aden.  L’ argomento neoconservativo di base era che gli attacchi terroristici non dovrebbero in nessun modo essere visti come la risposta di uomini arrabbiati, disperati per quello che l’America e Israele stavano facendo agli Arabi e al mondo Mussulmano, e in particolare ai Palestinesi. Al contrario; l’America è stata attaccata perché era virtuosa, l’America 12- era “buona.” Il vero problema, i neoconservativi [sionisti] discutevano, non sta con le linee di condotta americane, piuttosto con la “malata” e “fallita” società Islamica dalla quale i terroristi provengono, con il loro   sistema educativo che conduce all’odio, con la loro inerente “violenta” e “fanatica” religione. Cosi, invece di correggere o cambiare le loro line di condotta [policies] gli Stati Uniti sono stati forzati a “riformare” e “democratizzare” le società Arabe e Mussulmane – s’ è necessario con la forza – [come modus operandi] per assicurare la propria sicurezza e quella dei suoi alleati. La decisione di andare alla guerra, come scelta politica [scelta belli] diventa cosi la politica [policy] ufficiale dell’America. 

13 -    Nella preoccupazione nell’assicurare ad Israele una continuata supremazia regionale, e bistrattati di fronte a quelli che essi percepiscono come degli opponenti, tali come la militanza islamica, il nazionalismo arabo, e il radicalismo palestinese, i neoconservativi discutono che il fine della politica degli US nel Medio Oriente dovrebbe avere come [linea] direzionale la “ricostruzione”  politica e ideologica della regione. L’esportazione della “democrazia” servirà agli interessi degli interessati, [in questo caso] degli Stati Uniti e d’Israele. Un “riformato” [or ristrutturato] Medio Oriente potrebbe diventare [made, o trasformarsi] in filo americano e pro israeliano. Tutto questo sembra ammontare all’ambizioso – forse richiedendo un po’ troppo – programma per la dominanza regionale d’Israele, il qual è condotto dal partito dell’estrema destra [sionista/nazista] israeliana e dai loro amici lontani americani. 

14 –  Per una cura “democratica” l’Iraq era naturalmente il primo candidato, ma il bisogno, per questa medicina sospetta, poteva pure giustificare un assalto all’Iran, alla Siria, Egitto, all’Arabia Saudita, o dove una minaccia è scoperta, o secondo dove lo zelo riformatore americano e’ rivolto. Immediatamente dopo il 9/11, Wolfowitz vociferava per la distruzione dell’Iraq di Saddam Hussein. Questa era una causa che egli difese senza successo durante tutto il periodo degli anni 1990s. Ma l’accessione dei neoconservatori alle posizioni di potere, la paura di maggior attacchi terroristici e il combattivo istinto del Presidente, ora si è realizzato al vivo quello che era stato solo lo scenario nello sceneggiato del film Dr Strangelove [dottore dall’amore pervertito] e vale a dire la paura di un  attacco nucleare.

Tuttavia, nessun’evidenza o prova era stata presentata che avrebbe indicato una complicità tra Saddam Hussein a Osama bin Laden. Neppure l’Iraq posava, o era, una minaccia imminente ad alcuno, e tra le tante “minacciate” [da questo paese], l’America e l‘Inghilterra semmai sarebbero state tra le ultime.  L’Iraq era esaurito da due guerre, e affamato da 12 anni dalle piu’ crudeli e rigorose sanzioni imposte nella storia contemporanea. Hans Blix, l’ispettore degli armamenti alle Nazioni Unite, ha girato in lungo e in largo l’Iraq e acquisito una buona conoscenza della capacita’ industriale del paese. Essi non hanno trovato nessun’evidenza che Saddam aveva ricostruito il suo programma d’armamenti di distruzione di massa [WMD]. Indubbiamente per ottenere questa certezza essi avrebbero desiderato maggior tempo per un’ispezione piu’ accurata. Questa era [in ogni modo] l’opinione della maggioranza degli esperti europei. Nel frattempo i capi Arabi avevano sotterrato l’ascia di guerra con l’Iraq al vertice in Beirut nel marzo 2002. Tutti i paesi vicini dell’Iraq volevano negoziare [con questi] e non fare la guerra. Nell’ambiente di riconciliazione, che allora prevaleva pure con il Kuwait, non si pensava convenientemente che si volesse vendicarsi per l’invasione di Saddam Hussein del 1990.       

16 – Tuttavia, c’erano moltissime ragioni sui perché Israele e i suoi amici in Washigton volevano l’Iraq “ristrutturato.” Saddam Hussein aveva osato lanciare gli Scudi in Israele durante la guerra degli anni 1991 e, piu’ recentemente, egli e’ stato tanto baldanzoso da mandare dei soldi alle famiglie dei deceduti [suicidati] ‘bombaroli’ Palestinesi, ai quali le loro abitazioni erano state rase al suolo dalle rappresaglie Israeliane. Questi atti “criminali” sono rimasti impuniti. Ancor piu’, nonostante l’evidente debolezza, l’Iraq di Saddam era il solo paese Arabo che poteva, forse un giorno, porre una strategica sfida ad Israele. Il governo egiziano era stato neutralizzato e corrotto dai sussidi americani, e dai trattati di pace con Israele; mentre la Siria era stata indebolita dagli alterchi di sicurezza interni, da un’instabile economia, e da un fossilizzato politico sistema. Il capo [leader] irakeno deve essere deposto. La sua caduta, i neoconservativi hanno calcolato, dovrebbe cambiare lo svolgimento politico dell’intera regione. Questa [caduta] intimidirà Teheran e Damasco, pure Riyadh e il Cairo, e decisamente inclinerà la bilancia in favore d’Israele, permettendole d’imporre severe condizioni [clausole] di sua scelta agli sfortunati Palestinesi. Alcuni neoconservativi stavano gia intravedendo un trattato di pace tra Israele e l’Iraq come premio della guerra. [commento: naturalmente, dopo che Saddam Hussein non e’ piu’ in circolazione, Israele può finalmente avere il suo “agognato trattato di pace.” Amen!] 

17 –  Queste erano le incombenze, in aggiunta al controllo delle risorse del petrolio, le reali mire della guerra contro l’Iraq, e non i presupposti armamenti di massima distruzione.

Esse furono abbracciate dagli Stati Uniti per calmare la loro paura e ristorare l’attinente senso di potere assoluto. Nondimeno, quello che rese l’attacco possibile – l’invisibile motore – era un fatto essenziale della vita politica americana: l’alleanza tra gli USA e Israele, un rapporto stretto [intimo] tra due stati   come in nessun altro stato al mondo esiste oggi. La guerra all’Iraq era, infatti, il segno per eccellenza [al massimo livello] di quest’alleanza.

18 Warren Bass cerca di stabilire che le fondazioni dell’alleanza tra gli Stati Uniti e Israele ebbe inizio con l’amministrazione di Kennedy. Egli ci fornisce anche con la precisa data - 19 agosto, 1962 – giacche’, come si sa, questo è l’inizio del collegamento militare   In quel giorno in Tel Aviv, Mike Feldman, il consigliere deputato alla Casa Bianca, infaticabile uomo di Kennedy e mediatore tra Israele e i Giudei americani, sì incontro’ segretamente con Ben-Gurion e Gold Meir e disse loro che “il Presidente aveva determinato che i missili Hawk dovrebbero essere disponibili per Israele.” Gli israeliani erano estatici.  La decisione di Kennedy distrusse l’embargo [divieto] d’Eisenhower sulla vendita del maggior sistema d’armamenti ad Israele. “Quello che comincio’ con gli Hawk nel 1962,” scrive Bass, “e’ diventato oggi una delle piu’ costose ed estensive relazioni militari del dopo guerra, con un cartellino prezzo in miliardi di miliardi di dollari1, senza contare le conseguenze diplomatiche.”  

19 –La vendita degli Hawk è perciò il primo pillastro della causa di Bass, nell’affermare che Kennedy era il padre dell’alleanza degli US-Istraele. La seconda e’ quella che egli descrive come la “menzogna” [“fudge” , disonesta’] di Kennedy riguardo all’ispezioni americane sull’impianto dei segreti armamenti nucleari d’Israele a Sindona nel Negev. Sebbene, ingegnosamente e spiritosamente arguita, e molto ricca di dettagli, la sua tesi non è conclusivamente stata provata. Infatti, il gruppo di Kennedy, con l’eccezione di Feldman e i suoi amici, non volevano un particolar rapporto [coinvolgimento] militare con Israele, perché temevano che cio’  potesse poi far scattare una gara agli armamenti regionali. Kennedy non credeva all’istrionica descrizione fatta da Ben-Gurion nei riguardi di Nasser, il capo egiziano, come l’essere un aggressore crudele con un’inclinazione Hitleriana al genocidio.  Egli [Kennedy] sapeva che Israele era abbastanza forte da fare fronte ad ogni minaccia araba. Egli non credeva che Israele avesse bisogno di avanzati [sofisticati] armamenti e l’ufficiale sicurezza americana garantita richiesta da Ben-Gurion. Egli lo disse fermamente a Ben-Gurion, che non voleva essere [ricordato come] il Presidente degli Stati Uniti d’America che ha introdotto il Medio Oriente nell’era dei missili.  Kennedy stava, infatti, tentando di riavvicinarsi a Nasser, il quale era riconosciuto come un nazionalista, e non un comunista. Egli [Kennedy] temeva che nel dare un trattamento di favore ad Israele, potesse spingere gli Arabi nelle braccia dei Sovietici.  Dall’altra parte, gli esperti del Dipartimento di Stato per il Medio Oriente non avevano ragioni per l’America di cambiare la politica sugli armamenti nei riguardi d’Israele. Cosi come nell’ interno promemoria si legge: “Impegnarsi in effetti, in un’alleanza militare con Israele distruggerebbe la delicata bilancia che noi cerchiamo di mantenere nelle nostre relazioni con il Medio Oriente [Near East].  

20 –Nondimeno, Kennedy finalmente approvo’ la vendita dei Hawak, la quale Eisenhower era stata rigettata due anni prima. Tuttavia, sembra proprio che allora egli avesse agito cosi in conflitto con il suo migliore giudizio. Kennedy si era fatto convincere [‘forzatamente’], eventualmente, da Israele, grazie alla loro persistenza e sistematica esagerazione riguardo alla minaccia egiziana, ma ancor di piu’ da parte dall’abilita’ di Shimon Peres, che basava, in una maniera agghiacciante [stile mafioso] sulla sua dettagliata conoscenza dei dibattiti dell’Amministrazione interiore, e giocare cosi la parte del manipolatore, in pratica di mettere il Pentagono e il NSC contro il Dipartimento di Stato [gli uni contro gli altri]. 

21 – Il caso di Bass è pure discutibile nei riguardi di Dimona. Lontano dal pretendere di non sapere quello che avveniva, Kennedy [JFK] si era totalmente opposto ad Israele l’ottenere la bomba ed era preparato ad ignorare i punti di vista della comunità Giudaica Americana in questo proposito. Nella primavera del 1963 [Kennedy] avverti Ben-Gurion che (secondo le parole di Bass) “un rifiuto all’autorizzazione da parte d’Israele, di vere ispezioni a Dimona, potrebbe causare delle gravi conseguenze nei confronti   dei rapporti sviluppati tra USA e Israele. Il 18 maggio e il 15 di giugno [Kennedy] scrisse due brucianti lettere a Ben-Gurion minacciandolo che “l’impegno di questo Governo e il supporto d’Israele sarebbe seriamente messe a rischio,” se Israele non permette le ispezioni su tutte le aree di Dimona.  Ben-Gurion e il suo successore, Levi Eshkol, mentirono spudoratamente riguardo a Dimona, ma, come Bass scrive, Kennedy era pronto a mostrare loro che non scherzava affatto [e pronto pure ad usare la forza, se   fosse necessario]. Nel caso [ipotetico] che Kennedy non fosse assassinato nel 22 novembre, 1963, egli era, certamente, nella direzione [giusta?] per un confronto con Israele. 

22 -La contraffazione [fudge - trucco] venne piu’ tardi con Lyndon Johnson, la cui ansietà, riguardo alla proliferazione nucleare, era minima da quella che era stata per John Kennedy, il suo predecessore. Ignorando il problema delle ambizioni nucleari d’Israele, Johnson approvo’ la vendita di una gran quantità di carri armati e aeroplani ad Israele, prima ancora della guerra del 1967, la quale elevo’ Israele sullo storico piedestallo di stato celebre, accrescendo cosi confidenza, orgoglio e anche arroganza nel grande segmento della comunità Giudaica Americana. Johnson è stato il vero padre dell’alleanza tra USA e Israele. E’ lui piuttosto che Kennedy colui “che creo’ il precedente che ultimamente plasmo’ il strategico rapporto tra US e Israele: un commercio in milioni di milioni di dollari annuali in armamenti dei piu’ costosi e avanzati, [tecnologicamente parlando] riforniti tramite estensivi dialoghi tra alti funzionari militari, consultazioni di sicurezza, associazione in larga scala nelle manovre militari, e cooperazione negli sviluppi di ricerche e ventura.”    

23 –Bass evoco’ la curiosa possibilità che gli Hawks non erano mai stati proposti, [e cio’ contrariamente] alla supplica di Ben-Gurion [nel affermare che questi erano], per la difesa delle basi aere d’Israele [nell’eventualità di un attacco] dagli eccezionali MIGs di Nasser; ma [in verità, gli armamenti richiesti erano] piuttosto come perimetro difensivo per la protezione dell’impianto armamentario nucleare in DimonaQualche     corroborazione di questa tesi, indirettamente, emerse piu’ tardi. Nella consegna del suo eccezionale colpo all’aviazione egiziana nel primo giorno di guerra nel 1967, Israele perse otto jets [aerei] al primo attacco. Un aereo colpito ritorno’ vacillando alla base.   In cerchio e senza sosta volo’ lo spazio aereo di Dimona, e subito venne abbattuto da un missile Hawk israeliano.  

24 – Dal 1967 in poi i rapporti tra gli USA e Israele continuarono a crescere [fiorire] senza sosta nella maniera piu’ stravagante. Se Johnson e’ stato il padre dell’alleanza, Henry Kinsenger  sara’ poi l’amante [dell’alleanza (sugar daddy – nel senso peggiorativo)]. Nel 1970, egli [Kinsenger] invito’ Israele nell’intervento nella Giordania, quando il bellicoso King Hussein chiese la protezione degli Stati Uniti. Le truppe siriane erano entrate nel paese [Giordania] per proteggere i militanti Palestinesi allora ingaggiati nella lotta con le forze del piccolo King [re]. Israele era piu’ che felice ad accondiscendere con questa anomala richiesta. Quest’impiego di forze militari fece qualche rumore e pubblicità nella direzione della Giordania. Quindi, incoraggiato da questo supporto, le truppe di Hussein si scontrarono con quelle siriane, le quali in breve tempo si ritirarono [dalla battaglia]. Sicche’ l’esercito di Hussein ebbe mano libera al massacro dei Palestinesi.  

25 –Invece di vedere il Settembre Nero come il diverbio locale, cio’ che in fatti era, Kissenger ne fece [trasformo’] in un conflitto tra Occidente e Oriente, nel quale Israele riuscì trionfalmente a sconfiggere non solo i Siriani ma anche i Russi. Questo e’ stato il vero lancio dei “rapporti strategici”   tra gli US e Israele, nel quale ad Israele era stato assegnato il ruolo di “pacificatore” nel Medio Oriente in favore dell’America -  ed era stato grandemente premiato [rifornito] con armi, aiuti e vagoni pieni d’impegni segreti direttamente contro gli interessi degli arabi.   

26 – Kissinger addotto’ le fondamentali tesi della politica d’Israele come proprie dell’America: che Israele deve essere piu’ forte di ogni possibile combinazione di stati arabi; che le aspirazioni arabe di recuperare i territori perduti nel 1967 erano “immaginarie;”  che il PLO non dovrebbe mai essere considerato un socio per la pace. Le sue [di Kissinger] graduali macchinazioni dopo la guerra d’ottobre del 1973 erano dirette alla rimozione dell’Egitto dalla lega Araba, esponendo i Palestinesi e altri Arabi [senza difese] alla brutale forza militare Israeliana. L’invasione del Libano da parte di Ariel Sharon, nel 1982 – nel quale 17.000 Palestinesi e Libanesi erano stati uccisi, dette la nascita del movimento di resistenza dei [27]   Hezbollah – e’ stata la diretta conseguenza degli intrighi di Kissinger. Nel 1970 Israele ricevette $30 millioni in aiuti americani; nel 1971, dopo la crisi del Giordano, l’aiuto sali’ a $545 milioni. Durante la guerra d’Ottobre Kissinger stipulo’ un piano [progetto] per un aiuto di $3 miliardi, e d’allora rimase in diversi miliardi [di dollari - vedi nota 1: dal 1970 ad oggi la somma totale che l’America dono’ ad Israele e’ la seguente: 3.000.000.000.000 di dollari !!!!!]. 

28 –Conseguentemente il Congresso americano è stato poi catturato dall’AIPAC – nella frase di Bass, ‘l’incessante machina dei corridoi di potere [lobbying] del 1980 e 1990s” – mentre Washington Institute  per la politica del Medio Oriente, fondata nel 1985 da Martin Indyk, un australiano e filo israeliano [lobbyist, sionista], attentamente fece di tutto, nelle formazioni d’opinioni, e [soprattutto] nel piazzare i suoi uomini dentro la stessa Amministrazione Americana. Dennis Ross, un collega d’Indyk al WINEP, e ufficiale negoziatore ad alto livello di Bush I, divenne [in seguito] il piu’ anziano [di servizio] coordinatore di Clinton, nello svolgimento della pace tra gli Arabi e Israele. Egli [Dennis Ross] raramente manco’ al deferire agli interessi d’Israele, e questa e’ una delle ragioni del fallimento dello svolgimento per la pace.  Egli è ora di ritorno al WINEP [= Washington Institute Near East Policy] come direttore e continuo difensore.  

29 –Ma niente nella storia dell’alleanza tra US e Israele ha uguagliato l’accessione di ”amici d’Israele” in posizioni chiavi [come] nell’odierna Amministrazione di Bush, e la loro determinata lotta di formare la politica estera americana, specialmente nel Medio Oriente – includendo la distruzione dell’Iraq. 

30 – La fastidiosa questione rimane, e cioè, cosa si e’ ottenuto da tale rapporto d’amicizia. Sono le guerre, gli intrighi di sicurezza e le dimostrazioni politiche di questi decenni passati veramente serviti agli interessi d’Israele? Uno studioso della regione non può che ponderare queste domande: [nel caso ipotetico] se la ‘colomba’ Moshe Sharett avesse prevalso sopra il ‘corvo’ Ben-Gurion nel 1950s? Sharett cerco’ coesistenza con gli Arabi, mentre invece la politica di Ben-Gurion era di dominarli con la forza cruda militare, con l’appoggio di una grande protettrice [America] – idee che   modellarono il pensiero israeliano d’allora in poi. Cosa sarebbe accaduto se i territori occupati fossero stati negoziati per la pace, dopo il 1967 (come Ben-Gurion egli stesso consiglio’, con una rara previsione), or dopo il 1973, o dopo la conferenza di Madrid nel 1991, oppure dopo gli Accordi d’Oslo del 1993? Non si sarebbero cosi evitate pene e dolori d’ambi le parti, Palestinesi e Israeliani, dall’intifada, con la miserabile eredita’  d’odio e vite distrutte? Ha il sogno trionfalistico di una “Grande Israele”  (il cui James Baker, uno dei tanti, avviso’ Israele contro) ha provato niente altro se non un’angoscia orrenda, infestando la società Israeliana con una dose di fascismo velenoso?  L’alleanza tra US e Israele viene ufficialmente e regolarmente celebrata in ambedue i paesi, ma il suo legato disturba molto. Senza di questo, Israele forse non sarebbe stato sottoposto alla folle invasione del Libano e occuparlo per ventidue anni; o alla stupida brutalità del trattamento ai Palestinesi; o alla pazzia dei 400.000 coloni giudei situati in Gerusalemme e nel West Bank, creando cosi ora un potenziale luogo [ situazione dal sospiro sospeso] ai ricatti e presa sui successivi governi israeliani.  

32 –In una prevedibile conclusione, si può cosi affermare che, questa stretta/intima alleanza, e la politica che n’esce, ha causato all’America e ad Israele l’essere insultati e detestati nella maggior parte del mondo – ed essere esposti, mai come prima d’ora, agli attacchi terroristici.   

END


1 Negli anni 1970 Israele ricevette $30 milioni di dollari in aiuti americani, dopo la crisi del Giordano l’aiuto aumento’ fino $545 milioni. Durante la guerra d’ottobre Kissinger richiese un aiuto dalla cifra di $3 miliardi; il totale fino oggi e’ di $3.000.000.000.000 di dollari.   

<<<Previous                                        >>>Next

*********************************************************************

Drug addiction, Slogans, Media bias, Talmud, Brainwashing, Semantics, Social engineering,

Politically correct, Christian values, Catholic education, Politically incorrect, Change agents. 

*********************************************************************

 

Contact: nadir@sheddinglight.info

Last Updated: