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Lettera a Diogneto
[3/9/2007]
La Lettera a Diogneto è un breve scritto in greco, che un ignoto cristiano della
prima metà del II° secolo rivolge a un amico per spiegare e difendere la nuova
fede cristiana. È uno dei più suggestivi documenti dell'antica letteratura
cristiana che appartiene ai cosiddetti "Padri apostolici".
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Da un'antica lettera del II secolo
I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini, né per territorio,
né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città
particolari, né usano un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale
genere
di vita. La loro dottrina non fu inventata per riflessione e indagine di uomini
amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema
filosofico umano.
La dottrina di un Dio è la loro filosofia.
Dimorano in città sia civili che barbare, come capita. E, pur seguendo nel
vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una
forma di vita meravigliosa e per ammissione di tutti incredibile. Abitano
ciascuno la loro patria, ma come forestieri. Partecipano a tutte le attività di
buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra
straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come
tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non mettono in pericolo i loro
bambini. Amano fare comunione fra loro e sono fedeli al matrimonio. Vivono nel
corpo, ma non secondo il corpo. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro
cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il
loro modo di vivere sono superiori alle leggi. Amano tutti e da tutti sono
perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con
questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni
cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo
trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza
alla loro giustizia. Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati con disprezzo e
ricambiano con l'onore.
Pur facendo il bene sono puniti come malfattori e quando sono puniti si
rallegrano, quasi si desse loro la vita. Gli eretici fanno loro guerra come a
gente straniera e i pagani li perseguitano, ma quanti li odiano non sanno dire
il motivo della loro inimicizia.
In una parola, i cristiani sono nel mondo quello che è l'anima nel corpo.
L'anima si trova in tutte le membra del corpo; anche i cristiani sono sparsi
nelle città del mondo. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo; anche
i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. Il corpo, pur non
avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra
all'anima perché gli impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il
mondo odia i cristiani, pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria da loro, solo
perché si oppongono al male.
(dalla "Lettera a Diogneto" 5-6).
http://www.mariadinazareth.it/www2005/Cristo%20Storico/Diogneto.htm
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Also see:
http://www.viveremeglio.org/religione/articoli/lett_diogneto.htm
Translated to
English see: http://babelfish.altavista.com/babelfish/tr
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